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 +====== Ermano Maggini (1931-1991) - commento per opera 2 ======
  
 +===== Cinque Disegni =====
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 +per flauto e chitarra (Zurigo 1969)\\
 +dedicati a Carlotta Stocker\\
 +//Durata ca. 6'//\\
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 +==== Cinque Disegni per flauto e chitarra (1969) ====
 +
 +A preludere i ‘**Cinque Disegni**’,​ Maggini compose due opere per chitarra e narratore, l’una basata su testi di Heinrich Heine e l’altra su testi dello scrittore zurighese Hans Schumacher, entrambe risalenti al 1968.\\
 +Alla ristretta cerchia di amici di Zurigo di Ermano Maggini (1931-1991) negli anni cinquanta e sessanta appartenevano già poeti, scrittori ed artisti, tra cui Hans Aeschbacher,​ Friedrich Kuhn, Otto Müller e, non da ultima, Carlotta Stocker. Il pensare in termini di spazio non era per Maggini solo una questione di acustica. Nella sua opera si possono individuare riferimenti alla pittura e alle arti visive anche più tardi. Ermano Maggini ha dedicato la prima composizione strumentale '​**Cinque Disegni per flauto e chitarra**' ​ (1969) alla pittrice Carlotta Stocker, molto stimata dall'​autore e alla quale era legato da una giovanile amicizia artistica; esperienze comuni in luoghi come il Ticino o Zurigo avevano creato parallelismi nella loro vita. Fu lei a regalargli la prima chitarra (vedi la monografia: Carlotta Stocker Ed. NZZ, 1995). Nell'​agosto del 1971, la pittrice era presente alla prima esecuzione dei '​Cinque Disegni'​ a Verscio, poco distante dal luogo di nascita del compositore,​ Intragna. Gli interpreti erano Marlis Joss, flauto ed Ermano Maggini, chitarra. Carlotta scomparve improvvisamente a Zurigo nel 1972 a soli cinquantun'​anni.\\
 +Per Maggini, questi primi anni Settanta sono segnati da una cesura: fino ad allora, aveva partecipato a concerti in qualità d’interprete con il suo strumento, la chitarra classica, di cui era anche insegnante. Da allora, decise invece che non si sarebbe più esibito in concerto: la figura dell'​interprete sarebbe dovuta scomparire dietro a quella di compositore. Maggini stesso disse di aver trovato il suo linguaggio. E aggiunse di aver distrutto tutte le composizioni precedenti, e non erano poche, ​ basate su fuga e dodecafonia.\\
 +Solo una volta ancora Maggini ha inserito il suo strumento in una composizione,​ ossia nel Torso IV per violino, contrabbasso e chitarra del 1987. Per il flauto, invece, (come testimonia l’edizione Müller & Schade), negli anni Settanta egli crea varie opere (cfr. anche il CD Edition Jecklin Szene Schweiz, JS 311-2, 1995, nonché la discografia e l’elenco delle opere).
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 +//Evi Kliemand, Fondazione Ermano Maggini Intragna//
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